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Il Judo tradito - rispondere alle falsità sulla cintura nera e bianca

    Pensavo che l’arte di scrivere cose errate nei fatti e intellettualmente disoneste sul Kōdōkan jūdō affidandosi a dicerie, manomettendo o ignorando le fonti originali e anteponendo l’ideologia all’amore per la verità fosse una nostra prerogativa, e con "nostra" intendo "occidentale". Mi sbagliavo di grosso. Ho letto, tramite segnalazione di amici, la prima parte della traduzione di uno universitario di Mizoguchi Noriko, la cui pubblicazione in Italia è in corso sulla pagina del gruppo Kogaku kai , e che invito calorosamente a leggere con attenzione.  Mi pare già di sentire i commenti. “Ma come, ti permetti di contestare una grande campionessa, una che ha studiato, una che ha un PhD?”. La risposta è molto semplice: certo che sì, se scrive delle fandonie. Non mi interessa chi è che parla, mi interessa quello che dice. E se quello che dice, sia che si parli di un grande maestro che dell’ultimo arrivato, non è corretto, è doveroso segnalarlo. Questo perché...