Il jūdō odierno fu fondato cinquant’anni fa. Se si pensa che, a quell’epoca, persino il jūjutsu e lo yawara del passato erano stati quasi completamente dimenticati dalla gente, al punto che perfino in una città vasta come Tōkyō era difficile trovare qualcuno che li insegnasse, e si confronta quel tempo con la situazione odierna, non si può che avere la sensazione di trovarsi in un’epoca completamente diversa. Tuttavia, se guardiamo all’ideale cui aspiriamo noi che condividiamo questo intento, la strada da percorrere è ancora lunga. Ora che l’anno Shōwa 6 è trascorso e ci apprestiamo ad entrare nel settimo anno, vorrei chiedere a coloro che praticano jūdō un ulteriore impegno. La prima cosa che desidero dai praticanti, dunque, è che abbiano ben chiaro lo scopo della pratica del jūdō. Il jūjutsu del passato, mentre insegnava la tecnica, aveva anche lo scopo di coltivare lo spirito del guerriero. Tuttavia, il jūjutsu in sé era una tecnica. Di conseguenza, non si può negare...