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Mente (non "spirito") nel pensiero educativo di Kano Jigoro

 

 

Introduzione

Quando si studiano o si traducono testi giapponesi relativi al budō si incontra prima o poi il problema di seishin精神. A seconda del contesto, mente, mentalità, spirito, carattere, volontà, ethos e altri ancora possono essere equivalenti del tutto legittimi in italiano. Il campo semantico di seishin 精神 in giapponese è molto ampio e può indicare la mente e le sue attività intellettuali, la forza di volontà necessaria a compiere un’azione, il carattere, l’atteggiamento mentale, oppure il principio ispiratore di un’istituzione o di una dottrina. In altri contesti può anche assumere significati più vicini a «spirito» o «anima».[1]

D’altronde, anche in italiano “spirito” può essere usato in contesti diversi, ed è immediatamente evidente che “lo spirito di questi tempi”, “lo spirito del Jūdō” o “lo spirito combattivo” sono cose diverse dallo “Spirito Santo” o da “uno spirito maligno”. I primi attengono alla dimensione mentale e psicologica, gli altri alla dimensione religiosa o pseudoscientifica.

«Spirituale» richiama molto più facilmente la religione, l’anima, la trascendenza, l’esperienza mistica o comunque una dimensione sovrasensibile dell’essere umano. Tradurre automaticamente espressioni quali seishin shūyō 精神修養, seishin tanren 精神鍛錬 o seishin shugyō 精神修行 come «coltivazione spirituale», «disciplina spirituale» o «pratica spirituale» rischia quindi di introdurre nel testo una dimensione religiosa o metafisica che l’originale non intende o non prevede.

Il problema non è dunque che «spirito» sia una traduzione errata di per sé. Il problema è scegliere per convenienza “spirito” e “spirituale”, intesi nella loro accezione religioso/metafisica, ignorando alternative meno attraenti ma più coerenti con il pensiero di Kanō Jigorō.

Il Kōdōkan jūdō viene spesso descritto attraverso un lessico di «sviluppo spirituale», «formazione spirituale» o «valori spirituali». Un simile linguaggio può sembrare naturale, poiché le arti marziali giapponesi hanno storicamente interagito con il buddhismo, il confucianesimo e altri sistemi di pensiero. Tuttavia, la presenza di tali tradizioni nella storia marziale giapponese non autorizza a determinare in anticipo il significato attribuito da Kanō a shin o seishin 精神.

La domanda deve essere anzitutto storica, e va posta a due livelli: cosa dice direttamente Kanō, e qual è l’ambiente culturale nel emerge la teoria educativa di Kanō che incorpora tali termini.

L’esposizione sistematica della teoria del Kōdōkan jūdō del 1889 offre è particolarmente interessante poiché mostra come le categorie utilizzate da Kanō appartengano al contesto intellettuale della riforma educativa Meiji e, più precisamente, a una concezione moderna dell’educazione intesa come sviluppo delle facoltà fisiche, intellettuali e morali dell’essere umano.

Per comprendere il significato di shin  e seishin 精神 in Kanō è quindi utile, per un momento, uscire dal dōjō ed entrare nella scuola.

 

1. La riforma dell’educazione nel Giappone Meiji

Contrariamente a quanto talvolta si legge, Kanō non fu ministro della pubblica istruzione e non fondò il sistema scolastico giapponese. Prima del Rinnovamento Meiji, il Giappone dei Tokugawa disponeva di scuole gestite a livello degli han , accademie private, terakoya e numerose altre istituzioni educative; inoltre, leggere e scrivere non erano competenze riservate esclusivamente alla classe dei bushi.

A partire da questa costellazione di entità frammentate, il nuovo governo cerò realizzare un sistema scolastico nazionale unitario amministrato da uno Stato centralizzato. Questo era parte integrante e uno dei requisiti necessari al progetto politico del Rinnovamento, poiché esso sarebbe fallito senza un sistema educativo moderno capace di contribuire alla prosperità, alla forza e allo sviluppo sociale del Giappone post-Tokugawa.

L’abolizione degli han e la loro sostituzione con le Prefetture nel 1871 rese possibile una gestione nazionale dell’istruzione; nello stesso anno venne istituito il Ministero dell’Educazione. Il primo provvedimento decisivo fu il Gakusei  学制 , promulgato nel 1872. Il suo documento introduttivo prendeva esplicitamente le distanze dalle concezioni precedenti dell’istruzione. Lo studio non doveva essere considerato privilegio di determinate classi sociali né coltivazione di un sapere elegante ma privo di utilità pratica. Doveva invece consentire all’individuo di:

身を修め智を開き才芸を長ずる

cioè di «formare se stesso, sviluppare l’intelletto e accrescere le proprie capacità».[2]

Il governo formulò inoltre il seguente obiettivo:

邑に不学の戸なく家に不学の人なからしめん

«che in nessun villaggio vi sia una famiglia priva di istruzione e in nessuna famiglia una persona priva di istruzione».

La riforma ebbe quindi simultaneamente carattere amministrativo, perché la scuola veniva organizzata su scala nazionale, sociale, perché l’istruzione non doveva più essere teoricamente determinata dalla condizione ereditaria, e concettuale perché i contenuti e le finalità dell’educazione vennero ridefiniti in funzione dell’utilità pratica per l’individuo e, attraverso la formazione degli individui, della modernizzazione sociale e nazionale.

Come per molti altri campi, dall’economia alle forze armate, la riforma dell’istruzione venne pianificata a partire da modelli occidentali. Le teorie pedagogiche occidentali entrarono in Giappone come strumenti di un programma istituzionale, il che richiese la traduzione non solo di curricoli, libri di testo, ma soprattutto la costruzione di un vocabolario e di neologismi impiegati per tradurne contenuti e concetti in giapponese.

Fu in questo ambiente che la distinzione tra educazione fisica, intellettuale e morale assunse una crescente importanza.


2. Mori Arinori, gli Stati Uniti e il reclutamento di David Murray

Una delle figure centrali di questo processo fu Mori Arinori 森有礼 (1847–1889).

Durante la sua attività diplomatica negli Stati Uniti, Mori cercò di comprendere il rapporto tra istruzione, sviluppo nazionale e istituzioni politiche. Nel 1872 inviò a numerosi educatori e uomini pubblici americani una serie di quesiti relativi agli effetti dell’educazione sulla prosperità materiale, il commercio, l’agricoltura, l’industria, la condizione morale e fisica della popolazione e il governo.

Le risposte furono successivamente pubblicate a New York nel 1873 con il titolo:

Education in Japan: A Series of Letters Addressed by Prominent Americans to Arinori Mori.[3]

Tra gli autori figuravano James McCosh, Mark Hopkins, B. G. Northrop, e David Murray. Quest’ultimo era professore di matematica, filosofia naturale e astronomia al Rutgers College, divenuta uno dei luoghi di incontro tra gli Stati Uniti e i primi studenti giapponesi inviati oltreoceano, con i quali Murray aveva sviluppato rapporti personali.

Il 10 gennaio 1873 Mori, su indicazione di Tanaka Fujimaro, trasmise a Murray una proposta ufficiale di collaborazione con il governo giapponese. Nella ricostruzione di Hada Sekio Murray ricevette la lettera il 13 gennaio e scrisse immediatamente a un amico comunicandogli l’inatteso invito a recarsi in Giappone. Arrivò nello stesso anno e iniziò a lavorare per il Ministero dell’Educazione; dal 1874 ricoprì inoltre la funzione di gakkan 学監, consigliere superiore o sovrintendente all’istruzione.[4]

È bene specificare che, malgrado l’importanza del suo contributo, Murray non creò il Gakusei dal momento che quest’ultimo era già stato promulgato nel 1872, prima del suo arrivo. Il ruolo di Murray riguardò soprattutto l’attuazione del nuovo sistema, la valutazione dei suoi problemi, la formazione degli insegnanti, l’amministrazione scolastica e le successive proposte di riforma.

Sarebbe ugualmente impreciso attribuire unicamente a Murray l’introduzione in Giappone della concezione tripartita dell’educazione. Quando egli entrò al servizio del governo, il modello fisico-intellettuale-morale possedeva già una lunga storia occidentale e aveva cominciato a raggiungere il Giappone anche attraverso altri canali.


3. Prima di Murray: Pestalozzi, Chambers e Spencer

L’idea secondo cui l’educazione dovesse sviluppare diverse dimensioni dell’essere umano era ampiamente diffusa nella pedagogia europea dell’Ottocento.

Già nel 1819 Johann Heinrich Pestalozzi scriveva della necessità di occuparsi di «tutte le facoltà dell’uomo, fisiche, intellettuali e morali».[5]

Il pensiero di Pestalozzi aveva una forte componente religiosa, tuttavia ciò che interessa in questa sede è rilevare che molto prima di Spencer e Murray una tripartizione fisico–intellettuale–morale come modello per descrivere la formazione completa dell’essere umano era stata sviluppata e diffusa in Europa. Tale formulazione divenne particolarmente celebre grazie ai quattro saggi pubblicati da Herbert Spencer, apparsi separatamente negli anni Cinquanta e raccolti nel 1861 sotto il titolo Education: Intellectual, Moral, and Physical [6].

Il principio generale formulato da Spencer e inquadrato nell’ambito di una pedagogia moderna, scientifica e utilitaristica era il seguente:

«Prepararci a vivere pienamente è la funzione che l’educazione deve assolvere.»

Secondo Spencer, l’educazione doveva preparare l’individuo alle reali attività della vita, pertanto formazione intellettuale, morale e fisica costituivano dimensioni differenti ma complementari di tale preparazione.

Le idee di Spencer raggiunsero direttamente il Giappone. Nel 1880 il Ministero dell’Educazione pubblicò la traduzione completa di 尺振八 Seki Shinpachi, intitolata 『斯氏教育論』, tratta da Education: Intellectual, Moral, Physical.[7]

Ma un esempio ancora precedente è forse più significativo per il problema qui discusso.

Nel 1873, lo stesso anno dell’arrivo di Murray, il Ministero pubblicò la traduzione della sezione sull’educazione della Chambers's Information for the People a cura di Mitsukuri Rinshō 箕作麟祥, 『百科全書 教導説』

Il testo distingueva esplicitamente:

体ノ教 — Educazione fisica
道ノ教 — Educazione etica e morale
心ノ教 — Educazione intellettuale

È significativo notare che il carattere presente nell’ultimo dei tre termini non traduce “educazione spirituale” o “educazione del cuore”, ma “educazione intellettuale”.

Poiché il vocabolario della pedagogia Meiji era ancora in fase di stabilizzazione, taiiku 体育,  tokuiku 徳育 e chiiku 知育 non apparvero improvvisamente come una triade terminologica perfettamente definita e uniforme. Per un periodo, traduzioni concorrenti e oscillazioni lessicali coesistettero prima di essere unificate e assimilate.

Si può nondimeno affermare con sicurezza che già negli anni Settanta e Ottanta dell’Ottocento gli educatori giapponesi disponevano di un modello concettuale consolidato che distingueva la triade corpo, intelletto, etica e morale. Pertanto, Murray fu tra coloro e che mediarono e amministrarono la diffusione e la messa in atto di questo modello concettuale, ma non ne fu l’inventore.


4. La formulazione di Murray e il suo ruolo nella riforma educativa giapponese

Parte dell’importanza di Murray deriva dal fatto che le sue opere consentono, almeno in parte, di mettere in relazione il lessico educativo giapponese con quello inglese. Nella risposta inviata a Mori nel 1872, Murray descrive l’educazione, nel suo significato migliore, come formazione dell’intero individuo:

«dal punto di vista fisico, intellettuale, and morale».[8]

Nel rapporto ufficiale presentato a Tanaka alla fine del 1873, Murray distingue propone il medesimo concetto, discutendo il corretto sviluppo della costituzione fisica, delle capacità intellettuali e di quelle morali utilizzandi i termini facoltà nella mente, facoltà morali e facoltà fisiche.[9]

La versione giapponese citata dallo studio di Hada utilizza come equivalenti shintai 身体, chi e , costruendo il sistema come segue: l’educazione deve rendere sano il corpo, sviluppare la conoscenza e il discernimento morale; la conoscenza consente di operare, il principio morale permette di distinguere il bene dal male, e la forza fisica consente di tradurre l’intenzione in azione.

Hada dedica a un altro testo di Murray, 1867, Educational Economy  del 1867, una discussione interessante per il problema relativo a seishin 精神. L’originale non risulta, allo stato attuale, facilmente consultabile in accesso pubblico; è quindi necessario distinguere con precisione il testo di Murray dalla ricostruzione che ne fornisce Hada.

Secondo Hada, Murray sosteneva che la preparazione dell’individuo alla vita richiedesse due elementi. Il primo consisteva nell’allenamento di shin  e tai , volti a sviluppare rispettivamente una forza (tsuyosa)強さ rispettivamente psicologica/mentale (seishinteki 精神的) e fisica (shintaiteki身体的); il secondo nella trasmissione delle conoscenze necessarie ad affrontare il proprio lavoro. Hada indica come categorie inglesi utilizzate da Murray Disciplina (Discipline) e conoscenza (Knowledge).

Successivamente, Hada parla di seishintekina kunren 精神的な訓練 e, nella conclusione dell’articolo, riassume la posizione di Murray come segue:

人文主義を基礎とする精神的訓練、即ち教養教育

ossia uno seishinteki kunren 精神的訓練 fondato sull’umanesimo, vale a dire educazione liberale o formazione generale.

In questo contesto seishinteki kunren 精神的訓練 non può ragionevolmente significare «allenamento spirituale» nel senso di pratica religiosa. Designa una disciplina della mente prodotta dall’educazione. La concezione di Murray dell’educazione era fortemente caratterizzata da organizzazione, efficienza e razionalizzazione. Nelle conclusioni Hada la descrive come contraddistinta da un orientamento efficiente, razionale e scientifico.

Tutto questo non dimostra che Murray abbia fornito a Kanō una teoria già pronta, ma indica che l’ambiente educativo Meiji nel quale Kanō operava concepiva la formazione fisica, intellettuale e morale come funzioni distinte ma interconnesse dell’educazione, e Murray fu uno dei principali rappresentanti istituzionali di tale modello.


5. I sanpō三法 di Kanō e le tre dimensioni dell’educazione

Una delle più importanti esposizioni sistematiche del jūdō Kōdōkan è contenuta nella conferenza tenuta da Kanō nel maggio 1889, 「柔道一班並ニ其教育上ノ価値」.[10]

Kanō vi distingue tre metodi o funzioni del jūdō:

Jūdō taiikuhō柔道体育法
Jūdō shōbuhō柔道勝負法
Jūdō shūshinhō柔道修心法

Essi corrispondono rispettivamente al jūdō come metodo del per l’educazione fisica, al jūdō come metodo del combattimento, e al jūdō come metodo per la coltivazione mentale e psicologica.

La relazione con la pedagogia contemporanea emerge in maniera particolarmente chiara quando Kanō afferma:

柔道と申すものは体育勝負修心の三つの目的が有っておりまして

«Il jūdō ha tre fini: l’educazione fisica, il combattimento, la coltivazione mentale e psicologica…»

e spiega che la pratica consente di ottenere contemporaneamente l’educazione fisica del proprio corpo, l’esercizio al combattimento e

一種の智育徳育

«una forma di educazione intellettuale e morale».[11]

La corrispondenza tra la teoria presentata da Kanō e il modello educativo coevo è quindi evidente, ma identificare meccanicamente i tre metodi di Kanō con la triade educazione fisica 体育 educazione intellettuale 知育 educazione morale 徳育, benché comodo, sarebbe scorretto.

La struttura appare piuttosto essere la seguente:

Ambito educativo

Collocazione nel sistema di Kanō

体育 – educazione fisica

Jūdō taiikuhō 柔道体育法

知育 – educazione intellettuale

shūshinhō 柔道修心法

徳育 – educazione morale

shūshinhō 柔道修心法

competenza marziale e combattimento

Jūdō shōbuhō 柔道勝負法

 

La differenza è fondamentale.

I tre metodi di Kanō non costituiscono semplicemente una diversa denominazione delle tre forme educative. L’educazione intellettuale 知育 e l’educazione morale 徳育 vengono entrambe comprese all’interno del metodo per la coltivazione mentale e psicologica 修心法, mentre il metodo per il combattimento 勝負法 conserva la dimensione propriamente marziale ereditata dal jūjutsu.

Kanō definisce inoltre il shūshinhō 修心法 in termini estremamente precisi:

徳性を涵養することゝ智力を練ることゝ、勝負の理論を百般のことに応用して……

coltivare il carattere morale, esercitare le facoltà intellettuali e applicare i principi del combattimento a ogni genere di situazione…

Le sue funzioni consistono dunque nel coltivare il carattere morale (tokusei 徳性), allenare le facoltà intellettuali (chiryoku 智力) e imparare ad applicare i principi del combattimento o del confronto alle varie circostanze della vita.[12]

Il contenuto attribuito da Kanō al chiryoku 智力 è altrettanto illuminante. Tra le capacità intellettuali sviluppate dal jūdō egli include funzioni quali

観察 kansatsu, osservazione

注意 chūi, attenzione

記憶 kioku, memoria

推理 suiri, inferenza

試験 shiken, verifica

想像 sōzō, immaginazione

分類 bunrui, classificazione

言語 gengo, linguaggio

e altre ancora: [13]

Si tratta facoltà cognitive, non paranormali né spirituali, né tantomeno di stati mistici, pratiche religiose o forme di conoscenza trascendente.

Sogawa definisce questa struttura 身心二元論, “dualismo corpo-mente”: si tratta, nel contesto della sua analisi, almeno di una netta bipartizione pedagogica tra il corpo fisiologico e la sfera intellettuale-morale, senza che ciò implichi necessariamente un dualismo ontologico in senso cartesiano. Il jūdō taiihō 柔道体育法 corrisponde allo shin , al corpo inteso in senso fisiologico, mentre il jūdō shūshinhō 柔道修心法 corrisponde allo shin , inteso come la sfera mentale e psicologica dell’essere umano. Questo shin viene a sua volta distinto in chiryoku 智力 e tokusei 徳性.

Lo schema può essere rappresentato nel modo seguente:




Mentre shōbuhō riguarda il problema specificamente marziale di ottenere la supremazia in combattimento.

Sogawa collega esplicitamente educazione fisica (taiiku 体育), educazione intellettuale (chiiku 知育) ed educazione morale (tokuiku 徳育) al modello educativo tripartito di derivazione occidentale diffuso nel Ministero dell’Educazione durante il periodo Meiji. La sua analisi propone anche un’ulteriore distinzione rispetto allo shin come discusso tradizioni marziali precedenti. Secondo Sogawa, lo hontai 本体 del Kitō-ryū apparteneva a una tradizione di meto mentale/psicologico (shinpō 心法) collegata al concetto di fudōchi 不動智 ampiamente discusso da Takuan nel Fudōchi shin’myōroku, mentre Kanō finirebbe per utilizzare hontai, nella conferenza del 1889, in riferimento alla stabilità fisica della postura.

Questo non significa che Kanō ignorasse il buddhismo, quanto piuttosto che, dopo avere chiarito che il fondamento del Kōdōkan jūdō è la scienza, Kanō definisce la funzione educativa dello shūshin 修心come educazione intellettuale e morale, non attraverso un percorso religioso verso il risveglio, evitando così una seria contraddizione metodologica.


6. Conclusione: seishin 精神 non significa «spiritualità»

Non vi è nulla di intrinsecamente errato nel tradurre seishin 精神 con «spirito» quando l’italiano impiega questo termine in senso chiaramente non religioso. L’aggettivo «spirituale», tuttavia, richiedere cautela quando viene usato in relazione al pensiero di Kanō

Le testimonianze esaminate conducono con notevole coerenza verso il campo semantico mentale e psicologico, non metafisico o superumano. La pedagogia occidentale disponibile nel Giappone Meiji distingueva lo sviluppo fisico, intellettuale e morale della persona. Pestalozzi aveva già formulato tale tripartizione; Spencer la collocò nel titolo di una delle opere pedagogiche più influenti del secolo; il Kyōdōsetsu del 1873 tradusse Educazione intellettuale con con kokoro no oshie / shin no kyō 心ノ教; Murray descrisse l’educazione attraverso le capacità fisiche, intellettuali e morali; Hada ha potuto utilizzare seishin kunren 精神的訓練 per indicare ciò che definiva immediatamente kyōyō kyōiku 教養教育, formazione generale o educazione liberale. Questo è l’ambiente educativo all’interno del quale Kanō costruisce il proprio sistema.

Nel pensiero di Kanō, il jūdō come metodo di educazione fisica ( taiikuhō 体育法)  riguarda il corpo, mentre il jūdō come coltivazione mentale e psicologica (shūshinhō 修心法) coltiva il carattere morale (tokusei 徳性) e allena le facoltà intellettiva (chiryoku 智力).Il suo risultato consiste esplicitamente in educazione intellettuale (chiiku 智育) e in educazione morale (tokuiku 徳育).

Questo naturalmente non priva il jūdō di Kanō di una sua profondità morale o di una dimensione interiore, ma permette di precisarne il contenuto, che non è mistico, religioso o trascendente, ma al contrario interiore, morale e mentale/psicologico.

Per questo motivo, espressioni quali seishin shūyō 精神修養, seishin tanren 精神鍛錬 o seishin shugyō 精神修行, quando appartengono al quadro educativo di Kanō, non dovrebbero essere tradotte come «coltivazione spirituale», «disciplina spirituale» o «pratica spirituale» senza tracciare una distinzione tra spirituale intesto come afferente allo spirito o alla condizione psicologica dell’individuo e spirituale inteso come attinente alla sfera religiosa e metafisica, che è nel pensiero di Kanō è assente.

A seconda del contesto, equivalenti più precisi possono essere: formazione mentale, disciplina mentale, coltivazione della mente, formazione del carattere, formazione intellettuale e morale, forza d’animo, allenamento della mente e del carattere.

Questa distinzione è cruciale per prevenire l’uso di «spirituale», come talvolta accade nel discorso marziale contemporaneo, per suggerire forze occulte, processi sovrannaturali, misteriose «energie» o altre spiegazioni pseudoscientifiche. Nulla nella definizione di shūshin 修心 proposta da Kanō richiede, o autorizza, simili categorie. Osservazione, memoria, inferenza, giudizio, immaginazione, condotta morale e applicazione dei principi alla vita sociale sono facoltà umane ordinarie. Non diventano sovrannaturali perché vengono indicate attraverso o 精神, a meno di confondere indebitamente il Kōdōkan jūdō con altre esperienze, come l’Aikidō, nelle quali predomina la dimensione spirituale o pseudo tale, mentre la produzione di Kanō è contraddistinta da un costante e preciso lavoro volto alla costruzione dell’individuo nel contesto della relazione con l’Altro finalizzato all’azione nell’ambito della società.

Ciò non autorizza a sostenere che ogni singola occorrenza di shin  o seishin 精神 nella produzione pluridecennale di Kanō debba possedere ogni volta esattamente lo stesso significato, ma il materiale del 1889 consente di stabilire con grande chiarezza il quadro concettuale di uno dei testi fondativi della teoria educativa del jūdō, un quadro la cui direzione è difficilmente equivocabile: Kanō prese pratiche marziali ereditate dalla tradizione passato e ne riorganizzò il valore educativo attraverso le categorie della moderna pedagogia Meiji.

Tradurre nuovamente questo processo come “formazione spirituale” rischia quindi di oscurare proprio la direzione storica della riformulazione operata da Kanō.

 

Emanuele Bertolani


Note

1. Per il campo semantico di 精神 si veda 『精選版 日本国語大辞典』, s.v. 「精神」, che registra, fra gli altri, i significati di e attività della mente, forza di volontà e determinazione, principio o disposizione, nonché, in altri contesti, anima o realtà incorporea. È proprio questa polisemia a rendere necessaria una traduzione contestuale.

2. 太政官布告第二百十四号「学事奨励ニ関スル被仰出書」, 明治582 [4 settembre 1872], comunemente indicato come 「学制序文」. Nel documento ricorrono sia 身を修め智を開き才芸を長ずる sia 邑に不学の戸なく家に不学の人なからしめん. Per il contesto della promulgazione e della riforma educativa si veda anche 文部科学省, 『学制百年史』.

3. Mori Arinori, ed., Education in Japan: A Series of Letters Addressed by Prominent Americans to Arinori Mori (New York: D. Appleton & Co., 1873). Il contributo di David Murray occupa le pp. 87–108: quello successivo, di B. G. Northrop, inizia infatti a p. 109.

4. 羽田積男, 「ダビッド・モルレーの教育論」, 『教育學雑誌』24 (1990), pp. 15–28, in particolare pp. 15–16 per il reclutamento di Murray e il suo ingresso al servizio del Ministero dell’Educazione. L'articolo è stato pubblicato il 31 marzo 1990; DOI: 10.20554/nihondaigakukyouikugakkai.24.0_15.

5. Johann Heinrich Pestalozzi, Letters on Early Education: Addressed to J. P. Greaves, Esq. (London: Sherwood, Gilbert and Piper, 1827), Letter XXI, 4 February 1819. Pestalozzi vi richiama l'attenzione sulle facoltà dell'uomo «physical, intellectual, and moral».

6. Herbert Spencer, Education: Intellectual, Moral, and Physical (London: Williams and Norgate, 1861), p. 31, per la formulazione secondo cui funzione dell'educazione è preparare alla «complete living». I quattro saggi raccolti nel volume erano comparsi separatamente negli anni precedenti; il 1861 è quindi la data della loro pubblicazione congiunta in volume.

7. ハルバルト・スペンセル [Herbert Spencer], 尺振八訳, 『斯氏教育論』 (東京: 文部省, 1880). La scheda bibliografica giapponese identifica esplicitamente l'originale come Education: Intellectual, Moral, Physical.

8. チャンブルス [William e Robert Chambers], 箕作麟祥訳, 『百科全書 教導説』, 上・下篇 (東京: 文部省, 1873). Per la storia, la circolazione e l'impiego del testo nell'educazione Meiji si veda 平野亮, 「明治黎明期の教育学教科書としての『教導説』」, 『兵庫教育大学研究紀要』67 (2025), pp. 25–40. Il testo distingue 体ノ教, 道ノ教 e 心ノ教; in una precedente analisi dello stesso autore le corrispondenze con l'originale vengono esplicitate come physical education, moral education e intellectual education.

9. David Murray, “Letter from Prof. David Murray”, in Mori, Education in Japan, pp. 87–108. Murray definisce qui l'educazione attraverso lo sviluppo dell'uomo sul piano fisico, intellettuale e morale. Per la contestualizzazione della risposta si veda anche Benjamin Duke, Dr. David Murray: Superintendent of Education in the Empire of Japan, 1873–1879 (New Brunswick, NJ: Rutgers University Press, 2019).

10. David Murray, “Copy of the Official Report of Hon. David Murray, Superintendent of Schools and Colleges in Japan, to the Vice-Minister of Education”, in Circulars of Information of the Bureau of Education, 1875, no. 2 (Washington, DC: Government Printing Office, 1875), pp. 19–29. La versione giapponese è 「学監米人博士ダウヰッド、モルレー申報」, 『文部省第一年報明治六年度, 1875, pp. 142–148. La corrispondenza bibliografica fra le due versioni è confermata dalla National Diet Library.

11. Per Educational Economy si deve procedere attraverso Hada, poiché l'originale non è stato consultato direttamente. Hada riassume il testo del 1867 a p. 20, distinguendo Discipline e Knowledge e descrivendo l'allenamento di e per lo sviluppo della forza 精神的 e 身体的; nella conclusione, a p. 26, definisce la 精神的訓練 di Murray come fondata sull'umanesimo e coincidente con 教養教育.
La nota bibliografica di Hada identifica il testo come David Murray, “Educational Economy”, in Proceedings of the Fourth Anniversary of the University Convocation of the State of New York, Albany, 6–8 August 1867.

12. 嘉納治五郎, 「柔道一班並ニ其教育上ノ価値」, 『大日本教育会雑誌』87 (1889), pp. 446–481; rist. in 小谷澄之ほか編, 『嘉納治五郎大系』第2, 柔道史・柔道修行・柔道試合と審判規程 (東京: 本の友社, 1987). L'edizione del secondo volume consta di 474 pp. ed è stata pubblicata nell'ottobre 1987 sotto la supervisione del 講道館.

13. 嘉納, 「柔道一班並ニ其教育上ノ価値」. Per la formulazione secondo cui il jūdō possiede i tre fini di 体育・勝負・修心 e permette contemporaneamente 一種の智育徳育, cfr. 『嘉納治五郎大系』第2, p. 102. La formulazione è: 柔道と申すものは体育勝負修心の三つの目的が有っておりまして一種の智育徳育も出来る. La struttura è quindi testualmente attestata, non inferita.

14. Ibid., per la definizione del 修心: 徳性を涵養することと智力を練ることと勝負の理論を世の百般のことに応用して物に接し事に当っておのずから処すところの方法に熟練させること. La formulazione è riprodotta anche da 稲川郁子, 「柔の形にみる身体運動としての柔道と内在する思想の接点」, 2022.
Qui manterrei senz'altro 勝負 = combattimento nella traduzione, tanto più che 勝負法 è definito da Sogawa come l'eredità della funzione bellica e di cattura del jūjutsu.

15. Nella trattazione della 智力 Kanō distingue principalmente 観察・記憶・試験・想像・言語・大量. Questo elenco appartiene direttamente alla sezione dedicata al 修心 nella conferenza del 1889. Eviterei quindi, nell'apparato definitivo, di attribuire allo stesso passo la sequenza più ampia 注意・推理・分類 se non hai per queste tre voci una seconda fonte primaria kanōiana precisa. La struttura del testo del 1889 è documentata come: ①観察, ②記憶, ③試験, ④想像, ⑤言語, ⑥大量.

Questo è l'unico punto dell'apparato sul quale correggerei anche il corpo dell'articolo: non per ragioni interpretative, ma semplicemente perché la lista attualmente riportata nel PDF è più estesa di quella attestata in quel particolare passo del 1889.

16. 寒川恒夫, .嘉納の柔道にみる身心問題」, in 「第1BAMIS国際フォーラム 武道セッション・シンポジウム」, 『武道学研究』44, no. 1 (2011), pp. 52–53. Sogawa afferma esplicitamente che 修心法 mira alla realizzazione di 知育 e 徳育 e collega 体育・知育・徳育 al 三育主義 diffuso dal Ministero dell'Educazione sotto l'influenza di Murray; definisce inoltre il sistema sottostante 身心二元論.

17. Per una trattazione più estesa della medesima questione, cfr. 寒川恒夫, 「『柔道一班並ニ其教育上ノ価値』講演にみる嘉納治五郎の柔道体系論」, 『講道館柔道科学研究会紀要』第7 (1994), pp. 1–10. La bibliografia ufficiale del Kōdōkan conferma titolo e paginazione.

18. L'assenza di una definizione religiosa o soteriologica di 心・精神・修心 nel pensiero educativo di Kanō va intesa come risultato dello spoglio del corpus raccolto in 『嘉納治五郎大系』全15, non come conseguenza della sola conferenza del 1889. La raccolta completa consta di quattordici volumi più un volume supplementare, pubblicati sotto la supervisione del 講道館 da 本の友社 fra il 1987 e il 1988.

Questa nota, secondo me, è importante: rende esplicita la base documentaria negativa dell'affermazione. Non dici «non c'è religione perché non la vedo in questo brano», ma «la verifica è stata effettuata sull'intero corpus raccolto nel 大系».

19. Per la dimensione scientifica del progetto di Kano, oltre ai passi primari del 『嘉納治五郎大系』 in cui Kanō formula espressamente il rapporto fra jūdō e scienza, è utile come conferma storiografica l'interpretazione di Sogawa: 体育法 viene costruito sul corpo fisiologicamente osservabile e 本体 viene reinterpretato in termini di stabilità fisica. La centralità dell'atteggiamento scientifico nella formazione concepita da Kanō è riconosciuta anche dalla storiografia istituzionale dell'Università di Tsukuba.


Bibliografia 

Fonti primarie

嘉納治五郎. 「柔道一班並ニ其教育上ノ価値」. 『大日本教育会雑誌』第87, 1889, pp. 446–481.

嘉納治五郎. 『嘉納治五郎大系』, 15. 小谷澄之ほか編, 講道館監修. 東京: 本の友社, 1987–1988.

嘉納治五郎. 『柔道史・柔道修行・柔道試合と審判規程』. 『嘉納治五郎大系』第2. 小谷澄之ほか編, 講道館監修. 東京: 本の友社, 1987.

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Fonte primaria citata indirettamente

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