Introduzione
Quando si studiano o si traducono testi giapponesi relativi
al budō si incontra prima o poi il problema di seishin精神. A seconda del contesto, mente,
mentalità, spirito, carattere, volontà, ethos
e altri ancora possono essere equivalenti del tutto legittimi in italiano. Il campo
semantico di seishin 精神
in giapponese è molto ampio e può indicare la mente e le sue attività
intellettuali, la forza di volontà necessaria a compiere un’azione, il
carattere, l’atteggiamento mentale, oppure il principio ispiratore di
un’istituzione o di una dottrina. In altri contesti può anche assumere significati
più vicini a «spirito» o «anima».[1]
D’altronde, anche in italiano “spirito” può essere usato in
contesti diversi, ed è immediatamente evidente che “lo spirito di questi tempi”,
“lo spirito del Jūdō” o “lo spirito combattivo” sono cose diverse dallo “Spirito
Santo” o da “uno spirito maligno”. I primi attengono alla dimensione mentale e
psicologica, gli altri alla dimensione religiosa o pseudoscientifica.
«Spirituale» richiama molto più facilmente la religione,
l’anima, la trascendenza, l’esperienza mistica o comunque una dimensione
sovrasensibile dell’essere umano. Tradurre automaticamente espressioni quali seishin
shūyō 精神修養, seishin
tanren 精神鍛錬 o
seishin shugyō 精神修行 come «coltivazione spirituale», «disciplina spirituale» o
«pratica spirituale» rischia quindi di introdurre nel testo una dimensione
religiosa o metafisica che l’originale non intende o non prevede.
Il problema non è dunque che «spirito» sia una traduzione
errata di per sé. Il problema è scegliere per convenienza “spirito” e “spirituale”,
intesi nella loro accezione religioso/metafisica, ignorando alternative meno
attraenti ma più coerenti con il pensiero di Kanō Jigorō.
Il Kōdōkan jūdō viene spesso descritto attraverso un lessico
di «sviluppo spirituale», «formazione spirituale» o «valori spirituali». Un
simile linguaggio può sembrare naturale, poiché le arti marziali giapponesi
hanno storicamente interagito con il buddhismo, il confucianesimo e altri
sistemi di pensiero. Tuttavia, la presenza di tali tradizioni nella storia
marziale giapponese non autorizza a determinare in anticipo il significato attribuito
da Kanō a shin 心 o seishin
精神.
La domanda deve essere anzitutto storica, e va posta a due
livelli: cosa dice direttamente Kanō, e qual è l’ambiente culturale nel emerge
la teoria educativa di Kanō che incorpora tali termini.
L’esposizione sistematica della teoria del Kōdōkan jūdō del
1889 offre è particolarmente interessante poiché mostra come le categorie
utilizzate da Kanō appartengano al contesto intellettuale della riforma
educativa Meiji e, più precisamente, a una concezione moderna dell’educazione
intesa come sviluppo delle facoltà fisiche, intellettuali e morali dell’essere
umano.
Per comprendere il significato di shin 心 e seishin 精神 in Kanō è quindi utile, per un
momento, uscire dal dōjō ed entrare nella scuola.
1. La riforma dell’educazione nel Giappone Meiji
Contrariamente a quanto talvolta si legge, Kanō non fu ministro
della pubblica istruzione e non fondò il sistema scolastico giapponese. Prima
del Rinnovamento Meiji, il Giappone dei Tokugawa disponeva di scuole gestite a
livello degli han 藩,
accademie private, terakoya e numerose altre istituzioni educative;
inoltre, leggere e scrivere non erano competenze riservate esclusivamente alla
classe dei bushi.
A partire da questa costellazione di entità frammentate, il
nuovo governo cerò realizzare un sistema scolastico nazionale unitario
amministrato da uno Stato centralizzato. Questo era parte integrante e uno dei
requisiti necessari al progetto politico del Rinnovamento, poiché esso sarebbe fallito
senza un sistema educativo moderno capace di contribuire alla prosperità, alla
forza e allo sviluppo sociale del Giappone post-Tokugawa.
L’abolizione degli han e la loro sostituzione con le Prefetture nel 1871 rese possibile una gestione nazionale dell’istruzione; nello stesso anno venne istituito il Ministero dell’Educazione. Il primo provvedimento decisivo fu il Gakusei 学制 , promulgato nel 1872. Il suo documento introduttivo prendeva esplicitamente le distanze dalle concezioni precedenti dell’istruzione. Lo studio non doveva essere considerato privilegio di determinate classi sociali né coltivazione di un sapere elegante ma privo di utilità pratica. Doveva invece consentire all’individuo di:
身を修め智を開き才芸を長ずる
cioè di «formare se stesso, sviluppare l’intelletto e
accrescere le proprie capacità».[2]
Il governo formulò inoltre il seguente obiettivo:
邑に不学の戸なく家に不学の人なからしめん
«che in nessun villaggio vi sia una famiglia priva di
istruzione e in nessuna famiglia una persona priva di istruzione».
La riforma ebbe quindi simultaneamente carattere
amministrativo, perché la scuola veniva organizzata su scala nazionale, sociale,
perché l’istruzione non doveva più essere teoricamente determinata dalla
condizione ereditaria, e concettuale perché i contenuti e le finalità
dell’educazione vennero ridefiniti in funzione dell’utilità pratica per
l’individuo e, attraverso la formazione degli individui, della modernizzazione
sociale e nazionale.
Come per molti altri campi, dall’economia alle forze armate,
la riforma dell’istruzione venne pianificata a partire da modelli occidentali.
Le teorie pedagogiche occidentali entrarono in Giappone come strumenti di un programma
istituzionale, il che richiese la traduzione non solo di curricoli, libri di
testo, ma soprattutto la costruzione di un vocabolario e di neologismi impiegati
per tradurne contenuti e concetti in giapponese.
Fu in questo ambiente che la distinzione tra educazione fisica, intellettuale e morale assunse una crescente importanza.
2. Mori Arinori, gli Stati Uniti e il reclutamento di David Murray
Una delle figure centrali di questo processo fu Mori
Arinori 森有礼
(1847–1889).
Durante la sua attività diplomatica negli Stati Uniti, Mori
cercò di comprendere il rapporto tra istruzione, sviluppo nazionale e
istituzioni politiche. Nel 1872 inviò a numerosi educatori e uomini pubblici
americani una serie di quesiti relativi agli effetti dell’educazione sulla
prosperità materiale, il commercio, l’agricoltura, l’industria, la condizione
morale e fisica della popolazione e il governo.
Le risposte furono successivamente pubblicate a New York nel
1873 con il titolo:
Education
in Japan: A Series of Letters Addressed by Prominent Americans to Arinori Mori.[3]
Tra gli autori figuravano James McCosh, Mark Hopkins, B. G.
Northrop, e David Murray. Quest’ultimo era professore di matematica, filosofia
naturale e astronomia al Rutgers College, divenuta uno dei luoghi di incontro
tra gli Stati Uniti e i primi studenti giapponesi inviati oltreoceano, con i
quali Murray aveva sviluppato rapporti personali.
Il 10 gennaio 1873 Mori, su indicazione di Tanaka Fujimaro, trasmise
a Murray una proposta ufficiale di collaborazione con il governo giapponese. Nella
ricostruzione di Hada Sekio Murray ricevette la lettera il 13 gennaio e scrisse
immediatamente a un amico comunicandogli l’inatteso invito a recarsi in
Giappone. Arrivò nello stesso anno e iniziò a lavorare per il Ministero
dell’Educazione; dal 1874 ricoprì inoltre la funzione di gakkan 学監,
consigliere superiore o sovrintendente all’istruzione.[4]
È bene specificare che, malgrado l’importanza del suo contributo,
Murray non creò il Gakusei dal momento che quest’ultimo era già stato promulgato nel 1872, prima del suo
arrivo. Il ruolo di Murray riguardò soprattutto l’attuazione del nuovo sistema,
la valutazione dei suoi problemi, la formazione degli insegnanti,
l’amministrazione scolastica e le successive proposte di riforma.
Sarebbe ugualmente impreciso attribuire unicamente a Murray l’introduzione in Giappone della concezione tripartita dell’educazione. Quando egli entrò al servizio del governo, il modello fisico-intellettuale-morale possedeva già una lunga storia occidentale e aveva cominciato a raggiungere il Giappone anche attraverso altri canali.
3. Prima di Murray: Pestalozzi, Chambers e Spencer
L’idea secondo cui l’educazione dovesse sviluppare diverse
dimensioni dell’essere umano era ampiamente diffusa nella pedagogia europea
dell’Ottocento.
Già nel 1819 Johann Heinrich Pestalozzi scriveva
della necessità di occuparsi di «tutte le facoltà dell’uomo, fisiche,
intellettuali e morali».[5]
Il pensiero di Pestalozzi aveva una forte componente
religiosa, tuttavia ciò che interessa in questa sede è rilevare che molto prima
di Spencer e Murray una tripartizione fisico–intellettuale–morale come
modello per descrivere la formazione completa dell’essere umano era stata
sviluppata e diffusa in Europa. Tale formulazione divenne particolarmente
celebre grazie ai quattro saggi pubblicati da Herbert Spencer, apparsi
separatamente negli anni Cinquanta e raccolti nel 1861 sotto il titolo Education:
Intellectual, Moral, and Physical [6].
Il principio generale formulato da Spencer e inquadrato nell’ambito
di una pedagogia moderna, scientifica e utilitaristica era il seguente:
«Prepararci a vivere pienamente è la funzione che
l’educazione deve assolvere.»
Secondo Spencer, l’educazione doveva preparare l’individuo
alle reali attività della vita, pertanto formazione intellettuale, morale e
fisica costituivano dimensioni differenti ma complementari di tale
preparazione.
Le idee di Spencer raggiunsero direttamente il Giappone. Nel
1880 il Ministero dell’Educazione pubblicò la traduzione completa di 尺振八 Seki
Shinpachi, intitolata 『斯氏教育論』,
tratta da Education: Intellectual, Moral, Physical.[7]
Ma un esempio ancora precedente è forse più significativo
per il problema qui discusso.
Nel 1873, lo stesso anno dell’arrivo di Murray, il
Ministero pubblicò la traduzione della sezione sull’educazione della Chambers's
Information for the People a cura di Mitsukuri Rinshō 箕作麟祥, 『百科全書 教導説』
Il testo distingueva esplicitamente:
体ノ教
— Educazione fisica
道ノ教 — Educazione
etica e morale
心ノ教 — Educazione
intellettuale
È significativo notare che il carattere 心 presente nell’ultimo dei tre termini
non traduce “educazione spirituale” o “educazione del cuore”, ma “educazione
intellettuale”.
Poiché il vocabolario della pedagogia Meiji era ancora in
fase di stabilizzazione, taiiku 体育,
tokuiku 徳育 e chiiku 知育 non apparvero
improvvisamente come una triade terminologica perfettamente definita e
uniforme. Per un periodo, traduzioni concorrenti e oscillazioni lessicali
coesistettero prima di essere unificate e assimilate.
Si può nondimeno affermare con sicurezza che già negli anni
Settanta e Ottanta dell’Ottocento gli educatori giapponesi disponevano di un
modello concettuale consolidato che distingueva la triade corpo, intelletto,
etica e morale. Pertanto, Murray fu tra coloro e che mediarono e amministrarono
la diffusione e la messa in atto di questo modello concettuale, ma non ne fu l’inventore.
4. La formulazione di Murray e il suo ruolo nella riforma educativa giapponese
Parte dell’importanza di Murray deriva dal fatto che le sue
opere consentono, almeno in parte, di mettere in relazione il lessico educativo
giapponese con quello inglese. Nella risposta inviata a Mori nel 1872, Murray
descrive l’educazione, nel suo significato migliore, come formazione
dell’intero individuo:
«dal punto di vista fisico, intellettuale, and morale».[8]
Nel rapporto ufficiale presentato a Tanaka alla fine del
1873, Murray distingue propone il medesimo concetto, discutendo il corretto
sviluppo della costituzione fisica, delle capacità intellettuali e di quelle
morali utilizzandi i termini facoltà nella mente, facoltà morali e facoltà fisiche.[9]
La versione giapponese citata dallo studio di Hada utilizza
come equivalenti shintai 身体,
chi 智 e dō 道,
costruendo il sistema come segue: l’educazione deve rendere sano il corpo,
sviluppare la conoscenza e il discernimento morale; la conoscenza consente di
operare, il principio morale permette di distinguere il bene dal male, e la
forza fisica consente di tradurre l’intenzione in azione.
Hada dedica a un altro testo di Murray, 1867, Educational
Economy del 1867, una
discussione interessante per il problema relativo a seishin 精神. L’originale non risulta, allo
stato attuale, facilmente consultabile in accesso pubblico; è quindi necessario
distinguere con precisione il testo di Murray dalla ricostruzione che ne
fornisce Hada.
Secondo Hada, Murray sosteneva che la preparazione
dell’individuo alla vita richiedesse due elementi. Il primo consisteva
nell’allenamento di shin 心
e tai 体, volti a
sviluppare rispettivamente una forza (tsuyosa)強さ rispettivamente psicologica/mentale (seishinteki 精神的) e fisica
(shintaiteki身体的); il
secondo nella trasmissione delle conoscenze necessarie ad affrontare il proprio
lavoro. Hada indica come categorie inglesi utilizzate da Murray Disciplina (Discipline)
e conoscenza (Knowledge).
Successivamente, Hada parla di seishintekina kunren 精神的な訓練 e,
nella conclusione dell’articolo, riassume la posizione di Murray come segue:
人文主義を基礎とする精神的訓練、即ち教養教育
ossia uno seishinteki kunren 精神的訓練 fondato sull’umanesimo, vale a dire educazione
liberale o formazione generale.
In questo contesto seishinteki kunren 精神的訓練 non può ragionevolmente significare «allenamento spirituale»
nel senso di pratica religiosa. Designa una disciplina della mente prodotta
dall’educazione. La concezione di Murray dell’educazione era fortemente
caratterizzata da organizzazione, efficienza e razionalizzazione. Nelle
conclusioni Hada la descrive come contraddistinta da un orientamento efficiente,
razionale e scientifico.
Tutto questo non dimostra che Murray abbia fornito a Kanō
una teoria già pronta, ma indica che l’ambiente educativo Meiji nel quale Kanō
operava concepiva la formazione fisica, intellettuale e morale come funzioni
distinte ma interconnesse dell’educazione, e Murray fu uno dei principali
rappresentanti istituzionali di tale modello.
5. I sanpō三法
di Kanō e le tre dimensioni dell’educazione
Una delle più importanti esposizioni sistematiche del jūdō
Kōdōkan è contenuta nella conferenza tenuta da Kanō nel maggio 1889, 「柔道一班並ニ其教育上ノ価値」.[10]
Kanō vi distingue tre metodi o funzioni del jūdō:
Jūdō taiikuhō柔道体育法
Jūdō shōbuhō柔道勝負法
Jūdō shūshinhō柔道修心法
Essi corrispondono rispettivamente al jūdō come metodo del per
l’educazione fisica, al jūdō come metodo del combattimento, e al jūdō come
metodo per la coltivazione mentale e psicologica.
La relazione con la pedagogia contemporanea emerge in
maniera particolarmente chiara quando Kanō afferma:
柔道と申すものは体育勝負修心の三つの目的が有っておりまして…
«Il jūdō ha tre fini: l’educazione fisica, il
combattimento, la coltivazione mentale e psicologica…
e spiega che la pratica consente di ottenere
contemporaneamente l’educazione fisica del proprio corpo, l’esercizio al
combattimento e
一種の智育徳育
«una forma di educazione intellettuale e morale».[11]
La corrispondenza tra la teoria presentata da Kanō e il
modello educativo coevo è quindi evidente, ma identificare meccanicamente i tre
metodi di Kanō con la triade educazione fisica 体育 educazione intellettuale 知育 educazione morale 徳育,
benché comodo, sarebbe scorretto.
La struttura appare piuttosto essere la seguente:
|
Ambito educativo |
Collocazione nel sistema di Kanō |
|
体育 –
educazione fisica |
Jūdō taiikuhō 柔道体育法 |
|
知育 –
educazione intellettuale |
shūshinhō 柔道修心法 |
|
徳育 –
educazione morale |
shūshinhō 柔道修心法 |
|
competenza marziale e combattimento |
Jūdō shōbuhō 柔道勝負法 |
La differenza è fondamentale.
I tre metodi di Kanō non costituiscono semplicemente una
diversa denominazione delle tre forme educative. L’educazione intellettuale 知育 e l’educazione
morale 徳育 vengono
entrambe comprese all’interno del metodo per la coltivazione mentale e psicologica
修心法,
mentre il metodo per il combattimento 勝負法
conserva la dimensione propriamente marziale ereditata dal jūjutsu.
Kanō definisce inoltre il shūshinhō 修心法 in termini estremamente precisi:
徳性を涵養することゝ智力を練ることゝ、勝負の理論を百般のことに応用して……
coltivare il carattere morale, esercitare le facoltà
intellettuali e applicare i principi del combattimento a ogni genere di
situazione…
Le sue funzioni consistono dunque nel coltivare il carattere
morale (tokusei 徳性),
allenare le facoltà intellettuali (chiryoku 智力) e imparare ad applicare i principi del
combattimento o del confronto alle varie circostanze della vita.[12]
Il contenuto attribuito da Kanō al chiryoku 智力 è altrettanto illuminante. Tra le
capacità intellettuali sviluppate dal jūdō egli include funzioni quali
観察 kansatsu, osservazione
注意 chūi, attenzione
記憶 kioku, memoria
推理 suiri, inferenza
試験 shiken, verifica
想像 sōzō, immaginazione
分類 bunrui, classificazione
言語 gengo, linguaggio
e altre ancora: [13]
Si tratta facoltà cognitive, non paranormali né spirituali,
né tantomeno di stati mistici, pratiche religiose o forme di conoscenza
trascendente.
Sogawa definisce questa struttura 身心二元論, “dualismo corpo-mente”: si
tratta, nel contesto della sua analisi, almeno di una netta bipartizione
pedagogica tra il corpo fisiologico e la sfera intellettuale-morale, senza che
ciò implichi necessariamente un dualismo ontologico in senso cartesiano. Il jūdō
taiihō 柔道体育法
corrisponde allo shin 身,
al corpo inteso in senso fisiologico, mentre il jūdō shūshinhō 柔道修心法
corrisponde allo shin 心,
inteso come la sfera mentale e psicologica dell’essere umano. Questo shin 心 viene a
sua volta distinto in chiryoku 智力
e tokusei 徳性.
Lo schema può essere rappresentato nel modo seguente:
Mentre shōbuhō riguarda il problema specificamente marziale
di ottenere la supremazia in combattimento.
Sogawa collega esplicitamente educazione fisica (taiiku 体育),
educazione intellettuale (chiiku 知育)
ed educazione morale (tokuiku 徳育)
al modello educativo tripartito di derivazione occidentale diffuso nel
Ministero dell’Educazione durante il periodo Meiji. La sua analisi propone anche
un’ulteriore distinzione rispetto allo shin 心 come discusso tradizioni
marziali precedenti. Secondo Sogawa, lo hontai 本体 del Kitō-ryū apparteneva a una
tradizione di meto mentale/psicologico (shinpō 心法) collegata al concetto di fudōchi
不動智 ampiamente discusso da Takuan nel Fudōchi shin’myōroku, mentre
Kanō finirebbe per utilizzare hontai, nella conferenza del 1889, in
riferimento alla stabilità fisica della postura.
Questo non significa che Kanō ignorasse il buddhismo, quanto
piuttosto che, dopo avere chiarito che il fondamento del Kōdōkan jūdō è la scienza, Kanō definisce
la funzione educativa dello shūshin 修心come
educazione intellettuale e morale, non attraverso un percorso religioso verso
il risveglio, evitando così una seria contraddizione metodologica.
6. Conclusione: seishin 精神 non significa «spiritualità»
Non vi è nulla di intrinsecamente errato nel tradurre seishin
精神 con
«spirito» quando l’italiano impiega questo termine in senso chiaramente non
religioso. L’aggettivo «spirituale», tuttavia, richiedere cautela quando viene
usato in relazione al pensiero di Kanō
Le testimonianze esaminate conducono con notevole coerenza
verso il campo semantico mentale e psicologico, non metafisico o superumano. La
pedagogia occidentale disponibile nel Giappone Meiji distingueva lo sviluppo fisico,
intellettuale e morale della persona. Pestalozzi aveva già formulato tale
tripartizione; Spencer la collocò nel titolo di una delle opere pedagogiche più
influenti del secolo; il Kyōdōsetsu del 1873 tradusse Educazione
intellettuale con con kokoro no oshie / shin no kyō 心ノ教; Murray descrisse l’educazione
attraverso le capacità fisiche, intellettuali e morali; Hada ha potuto utilizzare
seishin kunren 精神的訓練
per indicare ciò che definiva immediatamente kyōyō kyōiku 教養教育, formazione generale o educazione
liberale. Questo è l’ambiente educativo all’interno del quale Kanō costruisce
il proprio sistema.
Nel pensiero di Kanō, il jūdō come metodo di educazione
fisica ( taiikuhō 体育法)
riguarda il corpo, mentre il jūdō
come coltivazione mentale e psicologica (shūshinhō 修心法) coltiva il carattere morale (tokusei 徳性) e
allena le facoltà intellettiva (chiryoku 智力).Il suo risultato consiste esplicitamente in educazione
intellettuale (chiiku 智育)
e in educazione morale (tokuiku 徳育).
Questo naturalmente non priva il jūdō di Kanō di una sua profondità
morale o di una dimensione interiore, ma permette di precisarne il contenuto,
che non è mistico, religioso o trascendente, ma al contrario interiore, morale
e mentale/psicologico.
Per questo motivo, espressioni quali seishin shūyō 精神修養,
seishin tanren 精神鍛錬
o seishin shugyō 精神修行,
quando appartengono al quadro educativo di Kanō, non dovrebbero essere tradotte
come «coltivazione spirituale», «disciplina spirituale» o «pratica spirituale»
senza tracciare una distinzione tra spirituale intesto come afferente allo
spirito o alla condizione psicologica dell’individuo e spirituale inteso come
attinente alla sfera religiosa e metafisica, che è nel pensiero di Kanō è assente.
A seconda del contesto, equivalenti più precisi possono
essere: formazione mentale, disciplina mentale, coltivazione della mente, formazione
del carattere, formazione intellettuale e morale, forza d’animo, allenamento
della mente e del carattere.
Questa distinzione è cruciale per prevenire l’uso di
«spirituale», come talvolta accade nel discorso marziale contemporaneo, per
suggerire forze occulte, processi sovrannaturali, misteriose «energie» o altre
spiegazioni pseudoscientifiche. Nulla nella definizione di shūshin 修心 proposta da Kanō richiede, o autorizza, simili categorie. Osservazione,
memoria, inferenza, giudizio, immaginazione, condotta morale e applicazione dei
principi alla vita sociale sono facoltà umane ordinarie. Non diventano
sovrannaturali perché vengono indicate attraverso 心 o 精神, a meno di confondere indebitamente il Kōdōkan jūdō con
altre esperienze, come l’Aikidō, nelle quali predomina la dimensione spirituale
o pseudo tale, mentre la produzione di Kanō è contraddistinta da un costante e
preciso lavoro volto alla costruzione dell’individuo nel contesto della
relazione con l’Altro finalizzato all’azione nell’ambito della società.
Ciò non autorizza a sostenere che ogni singola occorrenza
di shin 心 o seishin 精神 nella produzione
pluridecennale di Kanō debba possedere ogni volta esattamente lo stesso
significato, ma il materiale del 1889 consente di stabilire con grande
chiarezza il quadro concettuale di uno dei testi fondativi della teoria
educativa del jūdō, un quadro la cui direzione è difficilmente equivocabile: Kanō
prese pratiche marziali ereditate dalla tradizione passato e ne riorganizzò
il valore educativo attraverso le categorie della moderna pedagogia Meiji.
Tradurre nuovamente questo processo come “formazione
spirituale” rischia quindi di oscurare proprio la direzione storica della
riformulazione operata da Kanō.
Note
1. Per il campo semantico di 精神 si veda 『精選版 日本国語大辞典』,
s.v. 「精神」, che
registra, fra gli altri, i significati di 心 e attività della mente, forza di volontà e
determinazione, principio o disposizione, nonché, in altri contesti, anima o
realtà incorporea. È proprio questa polisemia a rendere necessaria una
traduzione contestuale.
2. 太政官布告第二百十四号「学事奨励ニ関スル被仰出書」,
明治5年8月2日 [4
settembre 1872], comunemente indicato come 「学制序文」. Nel documento ricorrono sia 身を修め智を開き才芸を長ずる sia 邑に不学の戸なく家に不学の人なからしめん.
Per il contesto della promulgazione e della riforma educativa si veda anche 文部科学省, 『学制百年史』.
3. Mori Arinori, ed., Education in
Japan: A Series of Letters Addressed by Prominent Americans to Arinori Mori
(New York: D. Appleton & Co., 1873). Il contributo di David Murray
occupa le pp. 87–108: quello successivo, di B. G. Northrop, inizia infatti a p.
109.
4. 羽田積男,
「ダビッド・モルレーの教育論」,
『教育學雑誌』24
(1990), pp. 15–28, in particolare pp. 15–16 per il reclutamento di Murray e il
suo ingresso al servizio del Ministero dell’Educazione. L'articolo è stato
pubblicato il 31 marzo 1990; DOI: 10.20554/nihondaigakukyouikugakkai.24.0_15.
5. Johann Heinrich Pestalozzi, Letters on Early
Education: Addressed to J. P. Greaves, Esq. (London: Sherwood, Gilbert and
Piper, 1827), Letter XXI, 4 February 1819. Pestalozzi vi richiama l'attenzione
sulle facoltà dell'uomo «physical, intellectual, and moral».
6. Herbert Spencer, Education: Intellectual,
Moral, and Physical (London: Williams and Norgate, 1861), p. 31, per la
formulazione secondo cui funzione dell'educazione è preparare alla «complete
living». I quattro saggi raccolti nel volume erano comparsi separatamente negli
anni precedenti; il 1861 è quindi la data della loro pubblicazione congiunta in
volume.
7. ハルバルト・スペンセル
[Herbert Spencer], 尺振八訳,
『斯氏教育論』 (東京: 文部省,
1880). La scheda bibliografica giapponese identifica esplicitamente l'originale
come Education: Intellectual, Moral, Physical.
8. チャンブルス
[William e Robert Chambers], 箕作麟祥訳,
『百科全書 教導説』, 上・下篇 (東京: 文部省,
1873). Per la storia, la circolazione e l'impiego del testo nell'educazione
Meiji si veda 平野亮, 「明治黎明期の教育学教科書としての『教導説』」,
『兵庫教育大学研究紀要』67
(2025), pp. 25–40. Il testo distingue 体ノ教,
道ノ教 e 心ノ教;
in una precedente analisi dello stesso autore le corrispondenze con l'originale
vengono esplicitate come physical education, moral education e intellectual
education.
9. David Murray, “Letter from Prof.
David Murray”, in Mori, Education in Japan, pp. 87–108. Murray
definisce qui l'educazione attraverso lo sviluppo dell'uomo sul piano fisico,
intellettuale e morale. Per la contestualizzazione della risposta si veda anche
Benjamin Duke, Dr. David Murray: Superintendent of Education in the Empire
of Japan, 1873–1879 (New Brunswick, NJ: Rutgers University Press, 2019).
10. David Murray, “Copy of the Official
Report of Hon. David Murray, Superintendent of Schools and Colleges in Japan,
to the Vice-Minister of Education”, in Circulars of Information of the
Bureau of Education, 1875, no. 2 (Washington, DC: Government Printing
Office, 1875), pp. 19–29. La versione giapponese è 「学監米人博士ダウヰッド、モルレー申報」, 『文部省第一年報(明治六年度)』, 1875, pp. 142–148. La
corrispondenza bibliografica fra le due versioni è confermata dalla National
Diet Library.
11. Per Educational Economy si deve procedere
attraverso Hada, poiché l'originale non è stato consultato direttamente. Hada
riassume il testo del 1867 a p. 20, distinguendo Discipline e Knowledge
e descrivendo l'allenamento di 心
e 体 per lo
sviluppo della forza 精神的
e 身体的; nella
conclusione, a p. 26, definisce la 精神的訓練
di Murray come fondata sull'umanesimo e coincidente con 教養教育.
La nota bibliografica di Hada
identifica il testo come David Murray, “Educational Economy”, in Proceedings
of the Fourth Anniversary of the University Convocation of the State of New
York, Albany, 6–8 August 1867.
12. 嘉納治五郎,
「柔道一班並ニ其教育上ノ価値」,
『大日本教育会雑誌』87
(1889), pp. 446–481; rist. in 小谷澄之ほか編,
『嘉納治五郎大系』第2巻, 柔道史・柔道修行・柔道試合と審判規程
(東京: 本の友社,
1987). L'edizione del secondo volume consta di 474 pp. ed è stata pubblicata
nell'ottobre 1987 sotto la supervisione del 講道館.
13. 嘉納,
「柔道一班並ニ其教育上ノ価値」.
Per la formulazione secondo cui il jūdō possiede i tre fini di 体育・勝負・修心
e permette contemporaneamente 一種の智育徳育,
cfr. 『嘉納治五郎大系』第2巻, p. 102.
La formulazione è: 柔道と申すものは体育勝負修心の三つの目的が有っておりまして…一種の智育徳育も出来る.
La struttura è quindi testualmente attestata, non inferita.
14. Ibid., per la definizione del 修心: 徳性を涵養することと智力を練ることと勝負の理論を世の百般のことに応用して物に接し事に当っておのずから処すところの方法に熟練させること.
La formulazione è riprodotta anche da 稲川郁子,
「柔の形にみる身体運動としての柔道と内在する思想の接点」,
2022.
Qui manterrei senz'altro 勝負
= combattimento nella traduzione, tanto più che 勝負法 è definito da Sogawa come
l'eredità della funzione bellica e di cattura del jūjutsu.
15. Nella trattazione della 智力 Kanō distingue principalmente 観察・記憶・試験・想像・言語・大量.
Questo elenco appartiene direttamente alla sezione dedicata al 修心 nella conferenza del 1889. Eviterei
quindi, nell'apparato definitivo, di attribuire allo stesso passo la sequenza
più ampia 注意・推理・分類
se non hai per queste tre voci una seconda fonte primaria kanōiana precisa. La
struttura del testo del 1889 è documentata come: ①観察, ②記憶, ③試験,
④想像, ⑤言語, ⑥大量.
Questo è l'unico punto dell'apparato sul quale correggerei
anche il corpo dell'articolo: non per ragioni interpretative, ma semplicemente
perché la lista attualmente riportata nel PDF è più estesa di quella attestata
in quel particolare passo del 1889.
16. 寒川恒夫,
「Ⅲ.嘉納の柔道にみる身心問題」,
in 「第1回BAMIS国際フォーラム 武道セッション・シンポジウム」,
『武道学研究』44,
no. 1 (2011), pp. 52–53. Sogawa afferma esplicitamente che 修心法 mira alla realizzazione di 知育 e 徳育 e
collega 体育・知育・徳育
al 三育主義
diffuso dal Ministero dell'Educazione sotto l'influenza di Murray; definisce
inoltre il sistema sottostante 身心二元論.
17. Per una trattazione più estesa della medesima
questione, cfr. 寒川恒夫, 「『柔道一班並ニ其教育上ノ価値』講演にみる嘉納治五郎の柔道体系論」,
『講道館柔道科学研究会紀要』第7輯 (1994),
pp. 1–10. La bibliografia ufficiale del Kōdōkan conferma titolo e paginazione.
18. L'assenza di una definizione religiosa o
soteriologica di 心・精神・修心
nel pensiero educativo di Kanō va intesa come risultato dello spoglio del
corpus raccolto in 『嘉納治五郎大系』全15巻, non
come conseguenza della sola conferenza del 1889. La raccolta completa consta di
quattordici volumi più un volume supplementare, pubblicati sotto la
supervisione del 講道館 da 本の友社 fra
il 1987 e il 1988.
Questa nota, secondo me, è importante: rende esplicita la base
documentaria negativa dell'affermazione. Non dici «non c'è religione perché
non la vedo in questo brano», ma «la verifica è stata effettuata sull'intero
corpus raccolto nel 大系».
19. Per la dimensione scientifica del progetto di Kano, oltre ai passi primari del 『嘉納治五郎大系』 in cui Kanō formula espressamente il rapporto fra jūdō e scienza, è utile come conferma storiografica l'interpretazione di Sogawa: 体育法 viene costruito sul corpo fisiologicamente osservabile e 本体 viene reinterpretato in termini di stabilità fisica. La centralità dell'atteggiamento scientifico nella formazione concepita da Kanō è riconosciuta anche dalla storiografia istituzionale dell'Università di Tsukuba.
Bibliografia
Fonti primarie
嘉納治五郎.
「柔道一班並ニ其教育上ノ価値」.
『大日本教育会雑誌』第87号, 1889,
pp. 446–481.
嘉納治五郎.
『嘉納治五郎大系』,
全15巻. 小谷澄之ほか編, 講道館監修. 東京: 本の友社,
1987–1988.
嘉納治五郎.
『柔道史・柔道修行・柔道試合と審判規程』.
『嘉納治五郎大系』第2巻. 小谷澄之ほか編, 講道館監修. 東京: 本の友社,
1987.
太政官.
「学事奨励ニ関スル被仰出書」,
太政官布告第二百十四号,
明治5年8月2日 [4
settembre 1872].
チャンブルス
[William and Robert Chambers]. 箕作麟祥訳.
『百科全書 教導説』, 上・下篇. 東京: 文部省, 1873.
Mori,
Arinori, ed. Education
in Japan: A Series of Letters Addressed by Prominent Americans to Arinori Mori.
New York: D. Appleton & Co., 1873.
Murray,
David. “Letter from
Prof. David Murray.” In Arinori Mori, ed., Education in Japan: A Series of
Letters Addressed by Prominent Americans to Arinori Mori, pp. 87–108. New
York: D. Appleton & Co., 1873.
Murray,
David. “Copy of the
Official Report of Hon. David Murray, Superintendent of Schools and Colleges in
Japan, to the Vice-Minister of Education.” Circulars of Information of the
Bureau of Education, 1875, no. 2, pp. 19–29. Washington, DC: Government
Printing Office, 1875.
文部省. 「学監米人博士ダウヰッド、モルレー申報」. 『文部省第一年報(明治六年度)』, 1875, pp. 142–148.
Pestalozzi,
Johann Heinrich. Letters
on Early Education: Addressed to J. P. Greaves, Esq. London: Sherwood,
Gilbert and Piper, 1827.
Spencer,
Herbert. Education:
Intellectual, Moral, and Physical. London: Williams and Norgate, 1861.
スペンセル, ハルバルト [Herbert Spencer]. 尺振八訳. 『斯氏教育論』. 東京: 文部省, 1880.
Fonte primaria citata indirettamente
Murray,
David. “Educational
Economy.” In Proceedings of the Fourth Anniversary of the University
Convocation of the State of New York, Albany, 6–8 August 1867. Citato
e discusso in 羽田積男,
1990, p. 20; riferimento bibliografico a p. 27, n. 21.
Studi
Duke,
Benjamin. Dr.
David Murray: Superintendent of Education in the Empire of Japan, 1873–1879.
New Brunswick, NJ: Rutgers University Press, 2019.
羽田積男. 「来日前のダビット・モルレーについて」. 『日本比較教育学会紀要』12 (1986), pp. 75–81. [L'articolo
compare in inglese negli indici come “David Murray as a Rutgers College
Professor”.]
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「『柔道一班並ニ其教育上ノ価値』講演にみる嘉納治五郎の柔道体系論」.
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寒川恒夫.
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